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lunedì, 06 luglio 2009
Da: http://www.milanojazzinfestival.it/MediaCenter/FE/media/steely-dan.html
 
Becker e Fagen si incontrano nel 1967 e nel 1972 nascono gli Steely Dan, formati oltre che da Becker e Fagen da Denny Dias, Jimmy Hodder (batteria), Jeff Baxter (chitarra) e David Palmer (cantante). L’album d’esordio Can’t Buy a Thrill vola subito nei Top 20 con Preizel Logic e Rikki Don’t Lose That Number sarà il più grande successo del gruppo, al quarto posto in classifica. Gli Steely Dan rappresentano, negli anni settanta, una fra le più insolite formazioni che si guadagna eccezionali consensi di pubblico e critica grazie ad un particolare suono a metà tra il rock e jazz.
Tornano quest’anno on the road con il Left Bank Holiday Tour, in cui eseguiranno i loro brani più famosi.
 
 
Ecco uno dei brani più conosciuti: “Do it again”
 
 

postato da: eppursimuove21 alle ore 14:22 | Permalink | commenti
categoria:musica e dintorni, video musicali
lunedì, 06 luglio 2009
Da: http://www.ilmessaggero.it/home_page.php?sez=HOME_SPETTACOLO
 
Elena Sofia Ricci lascia i Cesaroni e "tradisce" Amendola per Ghini.
 
Rivoluzione in casa Cesaroni. Nella prossima serie mancherà una delle protagoniste, Elena Sofia Ricci, che nella serie interpreta Lucia. L’attrice annuncia su Gente in edicola oggi: «Esco dai Cesaroni» e sulle decisioni di questo abbandono non si sa molto di più. Ma i fan possono stare tranquilli. Dicono i vertici della Publispei, la società che produce la serie: «Lucia non muore, ma se ne andrà di casa per un pò per poi ricomparire nell'ultimo episodio della quarta serie». Per conoscere il motivo della dipartita di Lucia bisognerà però attendere l'autunno del 2010, quando andrà in onda I Cesaroni 4 (le cui riprese inizieranno il prossimo autunno).

Intanto Elena Sofia Ricci "tradisce" Claudio Amendola, suo marito nei Cesaroni, per Massimo Ghini, con cui sta girando una miniserie, questa volta per la Rai, dal titolo Gli ultimi del paradiso, la storia d'amore tra un'operaia e un camionista. «È una storia di miseria», racconta l'attrice, «e io so cosa sia. L'ho vissuta da ragazza, quando io e mia madre, rimaste sole, facevamo fatica a mettere insieme il pranzo con la cena. Ma poi io ce l'ho fatta e ora sono una donna felice, appagata e innamorata».
postato da: eppursimuove21 alle ore 11:38 | Permalink | commenti
categoria:tv e dintorni
lunedì, 06 luglio 2009
Contrariamente a Eugenio Scalfari che ritiene il presidente del Consiglio bisognoso di una lunga vacanza, il direttore del quotidiano Libero,Vittorio Feltri, esclude che Silvio Berlusconi sia intenzionato a fare una sosta e lo vede impegnato in una revisione interiore.
Il quotidiano di Feltri è, eufemisticamente parlando “filo-governativo”. Feltri apprezza. Feltri sa.
 
Siamo in estate. Il periodo delle vacanze; quelle che si concedono i comuni mortali anche in tempi di crisi, che crisi non è e se anche fosse non va detto. Ma non lui. Silvio è l’unto del signore e utilizzerà il borghese tempo della villeggiatura non già più per girare su una escorto tenere sulle ginocchia veline e specie simili non illibate, bensì per revisionare - cito testuali parole del direttore di Libero: «il suo stile di vita, la struttura del Pdl, l’utilizzo dei collaboratori, il dosaggio dei pesi nei governi, la strategia per affrontare con maggiore decisione la crisi economica. In sostanza medita di fare uno scatto per meritarsi ancora la fiducia degli elettori, rimasta alta nonostante le polemiche distruttive, ma che rischierebbe di diminuire qualora l’opposizione – a differenza di ora – si mettesse in sesto e diventasse un’alternativa».

Leggere quanto sopra e arrotolarmi dalle risate è stato un tutt’uno. E allora mi sono detta: vale la pena proseguire nella lettura....
 
Questa revisione interiore, questo cambio culturale, morale, politico come avverrà?  
No. Non accetto battute. Nessun papipartya Villa Certosa o a Palazzo Grazioli. La location - per dirla non alla padana sarà: «nella quiete della verde Brianza». E poi, prosegue l’informatissimo Feltri: «a settembre egli si ripresenterà sulla scena completamente “ristrutturato”e cercherà di stupire amici e avversari esattamente come li stupì un paio di anni orsono quando scese in piazza San Babila e pronunciò il famoso discorso del predellino in cui annunciò la nascita del Pdl».
 
Ma ecco che arriva il meglio dello psicologo, analista e giornalista ben informato Feltri. E qui ho rischiato le fratture multiple perché dal ridere mi stavo chiudendo dentro la sdraio: «Aspettiamoci presto un Silvio sobrio, misurato, attento a non scivolare sulle battutacce, riservato nelle questioni private, perfino scrupoloso nell’abbigliamento (addio magliette girocollo sotto la giacca). Non ci credete? Sarà così. Archiviato il G8, il premier si chiuderà in una stanza ad Arcore e ne uscirà con un piano in tasca. Non farà vacanze.Niente Sardegna. Nessuna serata ludica. Non è tempo di cene, feste, tuffi in piscina. Berlusconi cambia vita.
 
Adesso capisco. E’ una roba seria. E illegale.
Si tratta sostanzialmente di manipolazione genetica. Si prende il dna di Silvio Berlusconi e lo si modifica fino a quando non si produce una combinazione genetica dalla quale nasce nel laboratorio di Arcore, un uomo non megalomane, sincero e non il bugiardo che crede di non esserlo, non egocentrico, non convinto di essere l’unico a capire cosa fare, cosa dire e perché, l’unico che sa pensare, agire, trovare soluzioni, risolvere problemi.
No. Dico. Ma siamo sicuri che basta un mesetto per costruire nel laboratorio di Arcore un Silvio Berlusconi che sia l’esatto opposto dell’attuale?
E poi. Aspetto non propriamente banale in una democrazia ma ininfluente probabilmente in Italia: la manipolazione genetica, non è proibita dalla legge? Per caso mi è sfuggito qualche decreto legge convertito in legge a colpi di fiducia per quanto Berlusconi “possieda” una maggioranza ampia ma, si sa, mica ha tempo da perdere con i parlamentari che a parte i capogruppo del Pdl sono lì a fare numero e vogliono fare il dibattito e proporre emendamenti.
 
 
Vittorio Feltri è proprio un “simpaticone”. Un vero talento comico.Chissà perché fa il “giornalista”. E pensare che potrebbe unirsi aSilvio ed Apicella ed andare in tour per villaggi vacanze a fare intrattenimento riportando così il presidente del consiglio al suo antico mestiere verso il quale conserva attitudini non ripetibili in altri settori.
Silvio animatore potrebbe raggiungere l’obiettivo del massimo consenso, perchè,nel caso non si fosse capito dalle parole di Feltri è questa una delle ossessioni del Cavaliere. Come arrivare al100% di consenso nei sondaggi e al 51% per il Pdl alle prossime elezioni.
Fossi in Silvio e Feltri, proverei con una vacanza a Lourdes più che un soggiorno ad Arcore.
 
Ma non finisce qui.
L’articolo del direttore di Libero prosegue annunciando altri progetti di revisione interiore dell’unto del signore. Milan e Mediaset. Come? Conflitto d’interesse?
Ma va là! Ancora girano ‘sti pregiudizi comunisti che vorrebbero che il presidente del consiglio non si occupasse di aziende private perché questo potrebbe entrare in conflitto o condizionare le decisioni, le scelte nel governo della cosa pubblica.
Per quanto riguarda il Milan, Feltri scrive: «La società di calcio perseguirà nella gestione l’azzeramento del passivo a costo di duri sacrifici, ottenuto il quale sarà venduta una quota rilevante a un soggetto straniero». Con regolare permesso di soggiorno, ovviamente.
 
Quanto a Mediaset: «Anche in questo caso si applica la regola del buon senso: l’azienda è ben guidata dai figli (Piersilvio e Marina)». Chissà perché Feltririporta i nomi. Pensava che i lettori (che è, li considera dei coglioni?) potessero confondere i primi due figli legittimi con altre figliolanze: le “figlie” acquisite in circostanze non ancora chiarite viste le diverse versioni fornite dal premier, quelle che lo chiamano papi?
 
Ma proseguiamo perché Feltri è proprio in forma: «non conviene al Presidente dare neppure la minima impressione di averla più a cuore del mandato ricevuto dagli elettori».
Ma certo che no!. Infatti, lungi dal dare questa “impressione” ogni qual volta ripete l’”invito” agli imprenditori ad investire in pubblicità sulle reti Mediaset anziché ai media concorrenti Rai e carta stampata che infondono paura agitando lo spettro della crisi.
 
Apoteosi finale: «Un taglio netto tra lui e l’impresa di famiglia toglierà l’ultimo argomento all’opposizione».
L’ultimo argomento? Ma manco hanno trovato il primo. E poi, che significa. Sivio Berlusconi dovrebbe rinunciare completamente a Mediaset? Che è “Scherzi a parte”?. Con tutta la fatica, il lavoro, fatto in questi anni insieme a Craxi e il Vaticano e poi da solo contro tutti, per scendere in campo a difesa dei propri interessi, gli vogliamo togliere l’azienda che è il primo e massimo sostegno alle sue rielezioni politiche perchè esprime il modello culturale a supporto del modello politico-sociale del berlusconismo.
Feltri è meglio, molto meglio di Silvio Berlusconi e Apicella insieme. Pericoloso. Fossi Berlusconi lo rimetterei al suo posto. Gli vuole togliere il proscenio.
 
Che Dio ce lo conservi.
Berlusconi? Ma va là! ....Ma Feltri, ovviamente!
postato da: eppursimuove21 alle ore 11:10 | Permalink | commenti
categoria:taccuino politico
lunedì, 06 luglio 2009
Tratto dall’articolo “Il Cavaliere ha bisogno di una lunga vacanza” di Eugenio Scalfari - La Repubblica 5 luglio 2009
 
...Dicono i bene informati che la principale occupazione del premier nelle poche settimane che lo dividono da una lunga vacanza sarà l'economia, a cominciare dal G8 del prossimo 8 luglio. E c'è da crederci perché la crisi è ancora tutta davanti a noi.
Il G8 deciderà ben poco. Non è più lì che si gioca la partita, ormai trasmigrata nei consessi dove si misurano i veri grandi della scena economica mondiale.
L'intervista ad un giornale italiano in vista del G8 Barack Obama l'ha data all'Avvenire. Non vende molto l'Avvenire ma rappresenta la Conferenza episcopale e Obama voleva parlare dell'incontro che avrà col papa sabato prossimo appena liberatosi dal meeting dell'Aquila.
Obama non appartiene alla categoria berlusconiana e tremontiana di quelli che sostengono che il peggio sia passato. Al contrario: lui sostiene che il peggio viene adesso con una valanga di disoccupati e con una secca diminuzione dei redditi di lavoro.
Ci siamo già occupati domenica scorsa di questo problema.
Ieri ne ha scritto con la competenza che gli è propria Luigi Spaventa, perciò non ripeterò i suoi giudizi e la sua analisi. Aggiungo soltanto che, dai documenti inviati in Parlamento dallo stesso Tremonti risulta quanto segue:
1. I dati sull'andamento del deficit, del fabbisogno, delle entrate, delle spese, del debito pubblico, forniti dal Tesoro sono esattamente quelli anticipati dall'Istat, dalla Banca d'Italia, dall'Ocse, dalla Commissione di Bruxelles, che il ministro aveva definito "congetture inutilmente allarmistiche".
2. Tra quei dati segnalo una spesa che cresce a ritmo sostenuto, un deficit che supererà il 5 per cento sul Pil, un debito pubblico a 119 per cento sul Pil, le entrate tributarie in forte calo, la disoccupazione in netto aumento.
3. Quelle congetture oggi interamente accolte dal Tesoro avrebbero dovuto suggerire al ministro di scusarsi con chi aveva dileggiato. Ovviamente non si è scusato.
4. Quanto ai provvedimenti per stimolare il sistema produttivo avevo scritto che entreranno concretamente in vigore tra l'inverno e l'estate del 2010 e così risulta dalle carte rese pubbliche da Tremonti. Scrissi che si trattava di salvagenti gettati in mare a qualche chilometro di distanza dai naufraghi. Ed è esattamente così. 
postato da: eppursimuove21 alle ore 10:26 | Permalink | commenti
categoria:taccuino politico
lunedì, 06 luglio 2009
Da: “La Repubblica”
 
Le cifre della crisi da far scomparire
di Luigi Spaventa
 
Questo governo non crede, e esorta a non credere, alle statistiche ufficiali elaborate dal nostro istituto di statistica, l' Istat, seguendo i metodi e i criteri stabiliti dall' Eurostat, e pertanto omogenee con i dati prodotti dagli altri paesi europei. Preferirebbe inoltre, il governo, che quelle statistiche, ritenute comunque poco attendibili, fossero pubblicate con minore frequenza: se recano notizie sfavorevoli sullo stato dell' economia, potrebbero, secondo una dottrina ufficiosa, alimentare sfiducia e pessimismo e contribuire così alla crisi. Ma quando si tratta di conti pubblici - entrate, uscite e saldi dei bilanci dello Stato e delle altre amministrazioni - non vi può essere luogo a dubbi sull' attendibilità, considerando la fonte dei dati originari; di essi inoltre si deve dare notizia, non solo per obblighi di legge, ma anche per far comprendere l' impostazione della politica di bilancio. Quei conti, per il primo trimestre di quest'anno, sono stati resi noti giovedì: sono bruttini assai e inducono a porre qualche domanda. Da sempre il primo trimestre dell'anno è quello peggiore. I saldi sono sempre molto negativi: ma con il 2009 si tocca il record di un indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni pari al 9,3 per cento del Pil (meno del 6 nei tre anni precedenti e un massimo dell' 8,3 nel 2005). Il dato è preoccupante, perché si era più volte garantito che i conti pubblici erano stati "messi in sicurezza" e perché, coerentemente, si erano evitati interventi di sostegno della domanda a carico del bilancio. Si può attribuire questo risultato per intero alla recessione? Non è ovvio, anche se la recessione, di cui a questo punto sarà difficile negare l' esistenza, ha giocato una parte di rilievo. Una congiuntura negativa peggiora i saldi dei bilanci pubblici in tre modi:
·          il rapporto sul prodotto ovviamente si riduce quando cala il denominatore;
·          con la riduzione con i redditi si riducono le entrate tributarie e contributive;
·          se esiste un sistema di sostegno dei non occupati, aumentano le spese per trasferimenti.
Tutti concordano che un peggioramento dovuto solo a tali ragioni congiunturali non deve essere contrastato con misure di aumento di imposte o di tagli di spesa, per non contribuire ulteriormente al calo della domanda: come si dice in gergo, si devono far lavorare gli stabilizzatori automatici che operano nel ciclo economico. Ma il peggioramento del primo trimestreè solo imputabile all'operare degli stabilizzatori automatici? Scontato il primo degli effetti indicati, che riguarda comunque solo i rapporti sul Pil e non è di grande portata, conviene dare uno sguardo all' andamento delle entrate e delle spese. Quello delle entrate è pesante: meno 3 per cento in totale rispetto allo stesso periodo dell' anno precedente, ma con un calo del 4,6 per cento delle imposte dirette, del 4,9 per le indirette e con un lieve calo anche dei contributi sociali. Ci si chiede se una riduzione così forte delle entrate tributarie sia imputabile solo alla recessione: ossia alla riduzione dei redditi, nel caso delle imposte dirette, e dei consumi, nel caso di quelle indirette. Il dubbio è giustificato da due considerazioni: in generale, l'elasticità delle entrate rispetto al prodotto (quanto variano percentualmente le une al variare dell' altro) pare troppo elevata rispetto all' esperienza storica; più specificamente, il calo relativamente moderato dei consumi non pare giustificare il collasso delle imposte dirette, di cui l' Iva è parte preponderante. Se questo dubbio fosse fondato si dovrebbe concludere che il calo delle entrate è almeno in parte dovuto a una ripresa dell'evasione, soprattutto nel caso dell' Iva. Qualche cinico direbbe che anche questo è un modo per sostenere l' economia: ve ne sono forse di migliori, meno iniqui e che non violano la legalità. Mentre le entrate calavano, le spese aumentavano a ritmi assai vivaci, non imputabili se non in piccola misura al sostegno dei redditi dei bisognosi. Rispetto al primo trimestre di un anno fa le spese sono aumentate del 4,6 per cento, pur calmierate da una riduzione della spesa per interessi: la spinta è venuta dai redditi del lavoro dipendente delle pubbliche amministrazioni e dalla spesa per consumi intermedi (ossia acquisto di beni e servizi), in crescita rispettivamente del 7 per cento e del 7,4 per cento. Che cosa è avvenuto? Si tratta solo dei nuovi contratti per i dipendenti pubblici? Contratti generosi, evidentemente, e non compensati da una riduzione di addetti e da aumenti di efficienza. E gli acquisti per beni e servizi non avevano, sulla carta, subito forti tagli? In conclusione i dati del primo trimestre mettono in evidenza un peggioramento strutturale e non solo congiunturale dei conti pubblici. Speriamo che si tratti solo di un incidente di percorso. Vorremmo essere rassicurati da un'attenta analisi che ci attendiamo di trovare nell' imminente Documento di programmazione economica e finanziaria.
postato da: eppursimuove21 alle ore 10:23 | Permalink | commenti
categoria:taccuino politico
lunedì, 06 luglio 2009
Riporto nel prossimo post l’articolo scritto da Luigi Spaventa ne “La Repubblica” di sabato, perchè l’economista in questione è una persona seria che analizza e fa considerazioni non viziate da faziosità, da scelte di campo.
Poichè mi rendo conto che il contenuto può non essere di facile e immediata comprensione e assimilazione (ma vi invito a leggerlo perchè dobbiamo avere più dimestichezza con l’economia per salvaguardare il nostro di dietro) provo a sintetizzarne i concetti.
Luigi Spaventa rileva i dati dell’andamento dei nostri conti pubblici per sostenere che vi è sì, un problema congiunturale (legato al momento di crisi economica) ma anche che il peggioramento non è dovuto alla necessità di spendere per sostenere imprese e occupazione, che la diminuzione delle entrate non è solo dovuta a contrazione nella produzione e nei consumi ma anche nell’aumento dell’evasione fiscale e che non si sono di fatto prodotti alcuni tagli per l’acquisto di beni e servizi.
Insomma, e qui esprimo la mia opinione, è come avere una perdita d’acqua in casa e pensare che si risolva mettendo un catino a raccoglierla. Se effettivamente siamo in periodo di recessione, bisognerebbe spendere per investire. In maniera strutturale, ovviamente.
Certo che aumenterebbero le entrate ma l’Italia è un paese, come dimostra la strage di Viareggio, il terremoto in Abruzzo prima e tutti i dissesti e le disorganizzazioni giornaliere che avrebbe bisogno di essere ridisegnato nelle strutture del territorio. Questo creerebbe lavoro e maggiore sicurezza. Un costo ammortizzato nel tempo dai benefici di una ristrutturazione nei trasporti, nelle infrastrutture. Ristrutturazione la cui realizzazione comporterebbe anni di lavoro, ma, se gestita progettualmente con tappe intermedie controllate, della quale beneficeranno le imprese che diventerebbero maggiormente competitive, più efficienti, con minori costi. Il che si tradurrebbe, se vi fosse anche una politica di controlli prezzi, in diminuzione dei prezzi per i cittadini.
Ma quanto sopra si chiama politica, prima ancora che economia. Si tratta di avere un governo che sappia gestire il paese. E invece abbiamo un entertainer malato di egocentrismo e voglioso di eccitazioni gratuite o pagate da miracolati dal fallimento grazie alla sua amicizia che sta aspettando che la crisi passi.
Passerà. Lasciando più gente senza lavoro. Più imprese che chiuderanno. Del resto, Silvio Berlusconi non sa governare la cosa pubblica. Lui sa governare e benissimo i suoi interessi privati e quello dei suoi compagni di merenda.
E a meno della maggioranza degli italiani, al momento, va ancora bene così.
postato da: eppursimuove21 alle ore 10:03 | Permalink | commenti
categoria:taccuino politico
lunedì, 06 luglio 2009
Al commento del segretario del pontificio Consiglio, monsignor Agostino Marchetto,  che la legge “porterà dolori e difficoltà agli immigrati” ha risposto il segretario della Lega nonchè ministro delle Riforme.
Bossi: «Il Vaticano ha i suoi problemi. E in Vaticano è vietato far entrare i clandestini».
 
In effetti….
 
Ma la Chiesa ha continuato ad esternare in merito. L’Arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi: «Le sofferenze dei migranti sono causate anche da discutibili provvedimenti messi in pratica da quei Paese ricchi che dovrebbero impegnarsi più degli altri in seri percorsi di accoglienza».
 
In effetti….
postato da: eppursimuove21 alle ore 09:19 | Permalink | commenti
categoria:taccuino politico
venerdì, 03 luglio 2009
Ma non è che la scarola riccia, il principe dei rimbamba, insomma: il Castoldi da Muggiò, ha lo stesso problemino della sua ex Asia Argento.
Non è che mi confonde i numeri di telefono e mi sbaglia ad inviare gli sms?   ....o...
 
“Seguimi, ti porto via con me”, avrebbe scritto. E poi, ha selezionato dalla rubrica il numero di Selvaggia Lucarelli e il messaggio, arrivato a destinazione, ha prodotto l’incontro e il conseguente avvinghiamento “documentato” da foto non posata ma...comunque attesa e non certo evitata.
Mi chiedo. Ma come mai il testo dell’sms è noto a “Chi”....Un sms in “posa”
 
Certo. Dovesse valere la mia ipotesi che la destinataria fosse un’altra, nel momento in cui si è visto arrivare la Lucarelli che poteva fare. Da signore, l’ha “trattenuta”!
Fino a quando?
 
Fino a quando troverà nella sua rubrica l’effettiva destinataria del messaggio...     
postato da: eppursimuove21 alle ore 11:39 | Permalink | commenti (15)
categoria:musica e dintorni
venerdì, 03 luglio 2009
Sono stati arrestati dai Ros, due esponenti dell’area anarco-insurrezionalista con l’accusa di associazione sovversiva e attentato alla sicurezza dei trasposti pubblici. Volevano sabotare una linea ferroviaria.
Capito? Volevano provocare un incidente ferroviario, la cui entità non è stata dichiarata.
 
Questi anarco-insurrezionalisti, sono, prima di tutto: due coglioni. E per questo meritano l’ergastolo. Carcere di massima sicurezza. 41 Bis. Anzi. Comma ad hoc: 41 Ter.
Si sa, a volte fanno più danno i coglioni dei criminali. Questo, ad esempio, ce lo insegna la politica quotidianamente.
 
Non si può che essere coglioni nel pensare di voler progettare un attentato ferroviario in un paese nel quale l’attentato è quotidiano.
Lo so. Non succede un numero di incidenti proporzionato al disfacimento, alla disorganizzazione, alla superficialità, all’irresponsabilità, alla mancata applicazione o mancato aggiornamento di regole, ma vivaddio, prima o poi diventeremo un paese “civile”, ci metteremo a posto anche da questo punto di vista e l’Italia avrà il numero di stragi coerente, proporzionato al degrado ambientale e morale che ogni giorno, andando o tornando dal lavoro, girando per strade, usando mezzi pubblici, stando anche solo a dormire in attesa di un terremoto, possiamo constatare. Noi, cittadini reali. Perche il giornalismo “piegato” - che evidentemente vive lontano dal pianeta Italia - lo scopre solo quando esplode un vagone di gpl. 
postato da: eppursimuove21 alle ore 10:41 | Permalink | commenti
categoria:attualità e costume
venerdì, 03 luglio 2009
La ripresa dello spazio
 
Luigi Tenco lo trovo cool perchè è completamente puro, e poi partiamo da un livello di raffinatezza musicale e verbale magistrale. L’ho paragonato a Ungaretti non per niente. Perchè le sue parole hanno densità, pur utilizzando un linguaggio alla portata di tutti. Ma è un linguaggio organizzato da un poeta, e il poeta sa prendere la terra e l’erba, i sassi e l’acqua, l’amore e il sole, e metterli là in modo tale che sembrino una cosa bella, che ti riesca a scaldare.
 
Il grande poeta comunica con le parole che hai davanti, ma ti svela che hanno anche un altro senso rispetto a quello cui sei abituato, e che quindi sottovaluti. La poesia è un recupero di intimità. Ridefinisce i contorni e li cura, come l’arte e la musica, ponendoti di fronte alla tua realtà, che è semplice e vera. Fa male anche, ma questo permette di usare la vita, la sola che hai. Ti fa camminare su un muretto, e se impari a camminare lì sopra, scopri che ci sono infiniti muri, ovunque. Ti sta dicendo che il repertorio di elementi a disposizione è universale. Se invece sviluppi te stesso a partire da uno spazio chiuso, hai una rappresentazione e un mondo raccolti su se stessi, definiti solo all’esterno e quindi non veri, il che si traduce in un rapporto elusivo con la verità. I tuoi muri rimangono una difesa verso il mondo che non comprende la realtà. Esiste una poesia d’elite che abbellisce per non affrontare i confronti: Gabriele D’Annunzio, per esempio, è un poeta che in certi momenti si riferisce a chi ha accesso a quel linguaggio, a quella conoscenza. Ma questo equivale a mettere una «barriera d’ingresso». E allora scusa ma preferisco la «verità camminata sui muri» di Gozzano, Ungaretti e Palazzeschi..
 
post precedenti nella categoria saggistica  
postato da: eppursimuove21 alle ore 10:38 | Permalink | commenti
categoria:saggistica